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La cronaca del 78° Giro dell'Appennino

La cronaca del 78° Giro dell’Appennino-G.P. Elah Dufour Novi

La manifestazione prende il via con la bandiera a scacchi abbassata dalla Vice Direttrice dell’Outlet di Serravalle, Chiara Gambarotta. Raduno con miss Elah La carovana si avvia al chilometro zero, davanti allo stabilimento della Elah Dufour di Novi. Con un piccolo ritardo il via ufficiale viene dato dal Cavalier Flavio Repetto, Presidente del Gruppo Elah Dufour Novi, accompagnato dal Presidente dell’U.S. Pontedecimo Ciclismo Ivano Carrozzino. Le prime fasi della corsa presentano scatti e controscatti da parte degli atleti intenzionati a far parte della fuga, che secondo lo schema ormai classico, sarà il tema della prima parte della gara. A favorire questi scatti vi sono anche i primi traguardi volanti posti pochi chilometri dopo il via. A Pasturana, dopo sette chilometri, il T.V. degli sportivi locali è conquistato da Fabian Lienhard del Team Vorarlberg. A Carrosio, traguardo volante Tre Colli, transita per primo David Galarreta Ugarte dell’Amore e Vita-Selle Smp-Fondriest, che precede Nicola Genovese della D’Amico Utensilnord.

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78° Giro dell'Appennino: l'ultima corsa in bianco e nero si rinnova

girodellappennino2017 cop-1L’ultima corsa in bianco e nero si rinnova. Dopo le novità dello scorso anno, quando l’arrivo del Giro dell’Appennino è stato posto all’entrata al Porto Turistico della Marina di Chiavari, tra l’azzurro del mare del Tigullio e il verde delle alture dell’Appennino che si affacciano su uno dei più bei mari del Mediterraneo, quest’anno, anziché sull’Aurelia, la corsa avrà i suoi chilometri finali sulle strade dell’immediato entroterra del Tigullio.

Sarà la presentazione ufficiale di venerdì 31 marzo alla Sala della Trasparenza della Regione Liguria in Piazza de Ferrari alle ore 16,00, seguita dalla quella a Chiavari di giovedì 6 aprile alle ore 11,00 presso la sala del consiglio comunale in Palazzo Bianco, Piazza N.S. Dell’Orto. a svelare le novità dell'edzione 2017, che vuole essere un omaggio alla Comunità Europea dello Sport 2017, formata dalle città di Chiavari, Cogorno e Leivi, con un finale inedito che vuole, nel limite del possibile, ricordare quello tradizionale, quello appunto dell’ultima corsa in bianco e nero, con Bocchetta, Castagnola e Giovi in rapida successione.

Fu Gualtiero Schiaffino, il nostro indimenticato Vice Presidente, che ci ha lasciati dieci anni orsono, personalità immensa della cultura nazionale e non solo, che ideò per la nostra gara questa definizione. A lui sarà dedicato il Gran Premio della Montagna sulla Ruta di Camogli (l’ormai classica targa con la sua vignetta dedicata alla bicicletta, giunta alla decima edizione, nel 2016 è stata vinta da Sergey Firsanov, il vincitore finale del Giro dell’Appennino).

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Giudici di Gara per le gare di ciclismo cercasi in Liguria. Decolla un progetto regionale

ConvegnoFotoSitoGiudici di Gara per le gare di ciclismo cercasi in Liguria. E la Commissione Regionale lancia un progetto per consolidare e aumentare il numero dei componenti." Ogni anno abbiamo circa 70 gare in Liguria, molte delle quali dedicate ai giovani - spiega il neo presidente della Commissione Regionale dei Giudici di Gara della Federciclismo della Liguria, Antonio Bisignani -. Molto spesso siamo costretti a chiamare giudici da Piemonte e Toscana perché nella nostra regione siamo solo in 16. Il ciclismo è molto popolare in Liguria, ci sono società e dirigenti di grande competenza, ora dobbiamo fare un salto di qualità anche nel nostro settore". Il progetto è stato lanciato nel corso dell’annuale Convegno Tecnico Regionale dei Giudici di Gara della Federciclismo della Liguria. " Realizzeremo appositi corsi di formazione in collaborazione con le società liguri e il sostegno della Federazione in Liguria e del Centro Studi a livello nazionale - prosegue Antonio Bisignani -. Ci sono moltissimi ex ciclisti che possono realizzare con competenza questa attività, bastano 32 ore di formazione. Anche se non tralasceremo l'aggiornamento dei giudici liguri già in attività in modo che possano ricoprire ulteriori ruoli a livello nazionale". Coloro che sono interessati ad intraprendere l'attività di Giudice di Gara nel ciclismo (età compresa tra i 16 e i 45 anni), possono scrivere a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. 
 
 
 
 
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Per maggiori informazioni  Antonio Bisignani 347 2625770

 

I mitici colli del Giro d’Italia e del Tour de France di G.B. Persi

Izoard da usareIl socio dell’U.S. Pontedecimo Ciclismo G.B. Persi, dopo aver conquistato il record del mondo U.C.I. dell’ora over 75 nel 2013, ha deciso, per le stagioni successive, una nuova impresa.
Lasciata (momentaneamente), la bici da pista, Maurizio Fondriest, il Campione del Mondo a Renaix nel 1988, oggi costruttore di biciclette, gli ha consegnato una leggerissima TFO (il peso è di soli 6,5 kg., tre etti in meno del peso minimo permesso dall’UCI ai professionisti), per dargli modo di affrontare al meglio le salite dei mitici colli di Tour e Giro, a lui che non ha la struttura fisica dello scalatore, pesando oltre settanta chili. E così nel 2014, con la nuova bicicletta, è salito al Sestrieres, al Passo del Tonale, a Pejo Paese, al Passo della Mendola, a Marilleva 1400, al Passo Carlomagno, al Col dell’Izoard e al Passo dello Stelvio. 

Il Passo dello Stelvio, alto 2758 metri sul livello del mare, è il valico stradale più elevato in Italia, superato in Europa solo dal Colle dell’Iseran, e, in qualche maniera, dal Col della Bonette, sul quale è stata costruita una strada che parte dal valico già esistente, posto a 2715 metri, e sale sino alla quota di 2802. Fu Inserito nel Giro d’Italia nel 1953, e fu subito teatro di una delle indimenticabili imprese di Fausto Coppi.

 

Nella foto G.B. Persi affronta l'Izoard, con la maglia dell'U.C.I. in qualità di Campione dell'Ora in carica, record conquistato da atleta dell'U.S. Pontedecimo Ciclismo al velodromo di Montichiari.

 

 

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Ci ha lasciati Raffaele Montecucco, Presidente Onorario e fondatore della S.C. Novese-Fausto Coppi

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Ci ha lasciati, all’età di novant’anni, Raffaele Montecucco, presidente onorario della S.C. Novese Fausto Coppi-Tre Colli, da lui fondata nel 1964, in ricordo del Campionissimo, di cui era amico personale e presente al capezzale quando si ammalò sul finire del 1960. Promotore della Coppa Giuseppe Romita, la cui prima edizione si è corsa nel 1961 e che ha nell’albo d’oro nomi di assoluto prestigio, quali Ben Swift e Niccolò Bonifazio, era talmente appassionato di ciclismo da non mancare mai di dare una mano ad ogni tipo di evento, grande o piccolo che fosse. Lo ricordiamo collaborare alla realizzazione del nostro Giro dell’Appennino e della Settimana Tricolore del 2007, coordinata dall’U.S. Pontedecimo Ciclismo e che a Novi ha visto svolgersi tutte le prove a cronometro. (Nella Foto, Raffaele Montecucco, con la divisa della Settimana Tricolore 2007, accanto a Vincenzo Nibali, medaglia d'argento nella cronometro Open)

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A Firsanov il 77 Giro dell'Appennino

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E' Sergey Firsanov della Gazprom – Rusvelo il vincitore della 77esima edizione del Giro dell'Appennino. Ha vinto in solitaria sul rettilineo del lungomare di Chiavari dove la corsa organizzata dal Pontedecimo Ciclismo è approdata quest'anno lasciando i tradizionali arrivi a Pontedecimo o nel centro di Genova.

L'attacco decisivo è arrivato a circa 10 Km dall'arrivo tra Rapallo e Zoagli quando Firsanov ha lasciato i suoi compagni di fuga, l'iberico Prades, e l'italiano Pierpaolo Ficara.

I tre erano transitati alla fine della salita della Ruta con 15 secondi di vantaggio sul gruppo degli inseguitori. Ed è poi tra questi inseguitori che alla fine sono usciti il secondo della corsa, Francesco Gavazzi ( Androni) e Mauro Finetto ( Unieuro – Trevigiani) che hanno regolato gli altri ( Ficara, Busato, Santoro, Petilli) con un ritardo di 25 secondi.

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77° Giro dell'Appennino: novità e memoria

Mancano solo dieci giorni al via del 77° Giro dell’Appennino. Come ormai trapelato, l’”ultima corsa in bianco e nero”, diventa colorata dal verde dell’Appennino Ligure e dall’azzurro del mare del Tigullio. Con la presentazione in calendario per lunedì 11 aprile, alle ore 12,30, nella sala “della Trasparenza” della Regione Liguria, in Piazza De Ferrari, diventerà ufficiale il percorso. Non dimentichiamo però la nostra storia e non dimentichiamo chi ci ha preceduto. Proseguiamo l’ideale percorso iniziato nel 2014 con il “Memorial Martiri della Benedicta”, ricordati nel settantesimo anniversario, alla presenza dell’unico sopravvissuto, Ennio Odino, che dopo la Guerra divenne ciclista professionista e disputò diverse edizioni del “Circuito dell’Appennino, e che oggi purtroppo ci ha lasciati. Nel ricordo dei Partigiani Caduti per la nostra libertà e per la nostra democrazia, abbiamo, dopo il traguardo volante di Bosio, dedicato alla Benedicta, scalato il Passo del Turchino e scalato la Bocchetta dal versante di Cravasco, per rendere omaggio anche a quei martiri. Nel 2015 abbiamo ricordato il settantesimo anniversario della Liberazione, traguardo raggiunto anche per il sacrificio dei partigiani caduti e ricordati l’anno precedente, arrivando a Genova, in Via XX Settembre, città medaglia d’Oro della Resistenza, proprio nel giorno esatto che settant’anni prima vedeva la cacciata da Genova dell’ultimo soldato tedesco da parte dei genovesi, che si sono liberati da soli, i soldati americani sarebbero arrivati in città solo il giorno successivo. Quest’anno ricorre il Settantesimo Anniversario della nascita della Repubblica Italiana: nel referendum del 2 giugno 1946 i liguri si espressero a favore della Repubblica con una percentuale che sfiorò il 70 per cento. Ci è sembrato denominare la gara “Memorial Sandro Pertini”, nel centoventesimo anniversario della nascita, una logica conseguenza, anche per i rapporti che il Presidente della Repubblica più amato dagli Italiani ha avuto con l’U.S. Pontedecimo Ciclismo e con Luigi Ghiglione. 

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Avvicinandoci al Giro, i racconti dell'Appennino

GDA08 1947 COPPI ALLA PARTENZALa vittoria di Alfredo Martini al Circuito dell’Appennino del 1947.

Domenica 10 agosto 1947. È in programma, con grandi novità, l’ottava edizione del Circuito dell’Appennino.

Fausto Coppi è lo “starter” d’eccezione, annunciato dai giornali a caratteri cubitali, più degli atleti in gara. L’atleta di Castellania aveva esordito nella nostra corsa nel 1938, non ancora diciannovenne, grazie all’eccezione al regolamento, che non permetteva a quella età di correre in una gara nazionale per professionisti, indipendenti e dilettanti, fatta dal patron Luigin Ghiglione, che fu poi ricompensato da un buon sesto posto conquistato da quel giovanotto che era arrivato a Pontedecimo, per disputare la corsa, in bicicletta da Castellania e che a Castellania sarebbe ritornato la sera, dopo la gara, sempre in bicicletta. Fausto salì sul podio l’anno successivo, terzo, alle spalle di Lorenzo Mazzarello e Giovanni De Stefanis. Il Campionissimo in quel 1947 aveva già vinto il Giro di Romagna e soprattutto il Giro d’Italia, dove sfilò la maglia rosa a Gino Bartali nella tappa di Trento, in fuga solitaria sul Pordoi e sul Falzarego. La domenica precedente si era ritirato dalla prova del Campionato del Mondo a Reims, non aveva la condizione per partecipare alla corsa polceverasca, ma non volle mancare alla promessa di essere presente fatta a Ghiglione, del quale ormai era diventato ottimo amico.

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