|


Sono stati 48 gli atleti hanno preso il via da Casella alla sesta edizione del Giro dell'Appennino dell'Avvenire “Trofeo Liugin Ghiglione – Memorial Giuseppe Negro” organizzato dal Pontedecimo Ciclismo.
Dopo una breve fase di studio, il ritmo si è fatto subito sostenuto e il gruppo non ha dato spazio ai vari tentativi di fuga (tra i più attivi gli atleti del Romagnano) che sono stati sistematicamente neutralizzati.
Situazione che non cambia, nonostante il forte vento contrario, lungo il sali-scendi che porta ai piedi del Passo della Castagnola.
E` lungo le rampe di questa salita che la corsa cambia completamente aspetto. Sotto l'azione di Marengo (Pedale Acquese) si avvantaggiano un quartetto che comprende Troia (Ciclistica Bordighera), Giannelli Micheal (GS Romagnano) ed il compagno di squadra Raseti. Il gruppo si spacca così in vari tronconi.
I quattro transitano per primi al GPM (vinto da Marengo su Giannelli) con un vantaggio che si aggira sul 50 sec. sui più immediati inseguitori.
E` lungo la discesa che porta a Borgo Fornari che la corsa prende la definitiva forma. Infatti in una delle ultime curve il quartetto di testa si "spacca". Marengo, che al momento si trovava in seconda posizione alle spalle di Troia, sbaglia ad impostare una curva e finisce fuori strada, costringendo Giannelli e Raseti a rallentare. E` il momento decisivo. Il forte passista imperiese trovatosi solo, con una vantaggio di 15 secondi, continua nell'azione e con una prestazione da vero cronoman, riesce a difendere l'esiguo vantaggio lungo tutti i 10 chilometri che lo separano dal traguardo dove giunge solitario con un vantaggio di 12 secondi su Giannelli e Raseti.
|
|
"Molto, ma molto serenamente e nel suo letto di casa, il 5 maggio 2000, allo scoccare delle ore 14 mio padre, tra le mie braccia, ci lasciò. Grazie papà per l'amore ed i valori che ci hai lasciato".
Con questo bellissima frase pubblicata su Facebook Andrea Bartali, figlio di Gino, ci ricorda che sono passati già 10 anno dalla scomparsa di uno dei più grandi uomini che lo sport e non solo abbia mai avuto.
Il suo ricordo, come sportivo e come uomo, resta sempre nella memoria degli appassionati italiani di ciclismo. Il grande Gino Bartali è scomparso esattamente dieci anni fa, il 5 maggio del 2000, nella sua Firenze, a 86 anni; era nato a Ponte a Ema, oggi frazione del capoluogo toscano. E proprio a Ema, nella Chiesa di San Piero, verrà ricordato con una messa, alla quale parteciperanno, oltre al figlio, numerose autorità e persone comuni che nel corso degli anni si sono appassionati alle sue gesta compiute lungo le strade del Giro e del Tour de France.
La straordinaria carriera di 'Ginettaccio’, come veniva soprannominato, è ricca di indimenticabili trionfi, per tre volte ha chiuso da vincitore il Giro d'Italia mentre due sono i successi al Tour. L'epica rivalità con Fausto Coppi è rimasta nella memoria collettiva degli italiani così come l'immagine che li ritrae mentre nel corso di una gara si scambiano la borraccia, i due campioni non chiarirono mai chi dei due passò l'acqua all'altro, anche se dalle immagini scovate e trasmesse tanti anni dopo dalla Rai , sembra che fu proprio Bartali a compiere quel gesto di sportività.
|
|
"Molto, ma molto serenamente e nel suo letto di casa, il 5 maggio 2000, allo scoccare delle ore 14 mio padre, tra le mie braccia, ci lasciò. Grazie papà per l'amore ed i valori che ci hai lasciato".
Con questo bellissima frase pubblicata su Facebook Andrea Bartali, figlio di Gino, ci ricorda che sono passati già 10 anno dalla scomparsa di uno dei più grandi uomini che lo sport e non solo abbia mai avuto.
Il suo ricordo, come sportivo e come uomo, resta sempre nella memoria degli appassionati italiani di ciclismo. Il grande Gino Bartali è scomparso esattamente dieci anni fa, il 5 maggio del 2000, nella sua Firenze, a 86 anni; era nato a Ponte a Ema, oggi frazione del capoluogo toscano. E proprio a Ema, nella Chiesa di San Piero, verrà ricordato con una messa, alla quale parteciperanno, oltre al figlio, numerose autorità e persone comuni che nel corso degli anni si sono appassionati alle sue gesta compiute lungo le strade del Giro e del Tour de France.
La straordinaria carriera di 'Ginettaccio’, come veniva soprannominato, è ricca di indimenticabili trionfi, per tre volte ha chiuso da vincitore il Giro d'Italia mentre due sono i successi al Tour. L'epica rivalità con Fausto Coppi è rimasta nella memoria collettiva degli italiani così come l'immagine che li ritrae mentre nel corso di una gara si scambiano la borraccia, i due campioni non chiarirono mai chi dei due passò l'acqua all'altro, anche se dalle immagini scovate e trasmesse tanti anni dopo dalla Rai , sembra che fu proprio Bartali a compiere quel gesto di sportività.
|
|
"Molto, ma molto serenamente e nel suo letto di casa, il 5 maggio 2000, allo scoccare delle ore 14 mio padre, tra le mie braccia, ci lasciò. Grazie papà per l'amore ed i valori che ci hai lasciato".
Con questo bellissima frase pubblicata su Facebook Andrea Bartali, figlio di Gino, ci ricorda che sono passati già 10 anno dalla scomparsa di uno dei più grandi uomini che lo sport e non solo abbia mai avuto.
Nel 2000, in occasione dell'Appennino che si corse Domenica 11 giugno,l'U.S. Pontedecimo fece celebrare, quella domenica, una messa a suffragio ed al Via ci fu un minuto di raccoglimento.
Senza Gino Coppi non sarebbe stato così grande, senza Fausto Bartali non sarebbe stato così grande.
Il suo ricordo, come sportivo e come uomo, resta sempre nella memoria degli appassionati italiani di ciclismo. Il grande Gino Bartali è scomparso esattamente dieci anni fa, il 5 maggio del 2000, nella sua Firenze, a 86 anni; era nato a Ponte a Ema, oggi frazione del capoluogo toscano. E proprio a Ema, nella Chiesa di San Piero, verrà ricordato con una messa, alla quale parteciperanno, oltre al figlio, numerose autorità e persone comuni che nel corso degli anni si sono appassionati alle sue gesta compiute lungo le strade del Giro e del Tour de France.
La straordinaria carriera di 'Ginettaccio’, come veniva soprannominato, è ricca di indimenticabili trionfi, per tre volte ha chiuso da vincitore il Giro d'Italia mentre due sono i successi al Tour. L'epica rivalità con Fausto Coppi è rimasta nella memoria collettiva degli italiani così come l'immagine che li ritrae mentre nel corso di una gara si scambiano la borraccia, i due campioni non chiarirono mai chi dei due passò l'acqua all'altro, anche se dalle immagini scovate e trasmesse tanti anni dopo dalla Rai , sembra che fu proprio Bartali a compiere quel gesto di sportività.
|
|
"Molto, ma molto serenamente e nel suo letto di casa, il 5 maggio 2000, allo scoccare delle ore 14 mio padre, tra le mie braccia, ci lasciò. Grazie papà per l'amore ed i valori che ci hai lasciato".
Con questo bellissima frase pubblicata su Facebook Andrea Bartali, figlio di Gino, ci ricorda che sono passati già 10 anno dalla scomparsa di uno dei più grandi uomini che lo sport e non solo abbia mai avuto.
Nel 2000, in occasione dell'Appennino che si corse Domenica 11 giugno,l'U.S. Pontedecimo fece celebrare, quella domenica, una messa a suffragio ed al Via ci fu un minuto di raccoglimento.
Senza Gino Coppi non sarebbe stato così grande, senza Fausto Bartali non sarebbe stato così grande.
Il suo ricordo, come sportivo e come uomo, resta sempre nella memoria degli appassionati italiani di ciclismo. Il grande Gino Bartali è scomparso esattamente dieci anni fa, il 5 maggio del 2000, nella sua Firenze, a 86 anni; era nato a Ponte a Ema, oggi frazione del capoluogo toscano. E proprio a Ema, nella Chiesa di San Piero, verrà ricordato con una messa, alla quale parteciperanno, oltre al figlio, numerose autorità e persone comuni che nel corso degli anni si sono appassionati alle sue gesta compiute lungo le strade del Giro e del Tour de France.
La straordinaria carriera di 'Ginettaccio’, come veniva soprannominato, è ricca di indimenticabili trionfi, per tre volte ha chiuso da vincitore il Giro d'Italia mentre due sono i successi al Tour. L'epica rivalità con Fausto Coppi è rimasta nella memoria collettiva degli italiani così come l'immagine che li ritrae mentre nel corso di una gara si scambiano la borraccia, i due campioni non chiarirono mai chi dei due passò l'acqua all'altro, anche se dalle immagini scovate e trasmesse tanti anni dopo dalla Rai , sembra che fu proprio Bartali a compiere quel gesto di sportività.
|
|