71° Giro dell'Appennino. Relazione all'Assemblea dei soci 2011
La settantunesima edizione del Giro dell’Appennino era in calendario il 25 aprile 2010, a settantasei anni dalla prima edizione. Si è corso nel cinquantenario della scomparsa di Fausto Coppi, che nella corsa dell’U.S Pontedecimo aveva partecipato per la prima volta nel 1938, all’esordio come dilettante, ed aveva ottenuto la sua ultima vittoria in una corsa in linea nel 1955. Proprio per celebrare il Campionissimo il percorso ha subito qualche modifica rispetto alle edizioni precedenti, per poter transitare da tutte le località care a Fausto Coppi nelle province di Genova ed Alessandria. La collocazione nella data del 65° anniversario della Liberazione ha permesso anche la celebrazione di tale evento.

Il raduno di partenza si è tenuto, come nell’anno precedente, all’Outlet di Serravalle Scrivia, città che è stata residenza di Coppi e dove attualmente vive la figlia Marina. Il via volante, dopo un tratto di trasferimento, è stato dato dal Sindaco Lorenzo Robbiano in Viale della Rimembranza a Novi Ligure, davanti alla Villa che fu residenza di Fausto Coppi e dove sarebbe stato collocato il traguardo della quinta tappa Novara-Novi Ligure del successivo Giro d’Italia. Dopo il transito davanti al Museo dei Campionissimi, sempre a Novi Ligure, città dove attualmente risiede il figlio Faustino, la corsa è proseguita sulle strade della Provincia di Alessandria. Lasciata Novi la corsa si è diretta a Tortona, dove il Campionissimo si è spento il 2 gennaio 1960, e tramite la salita di Costa Vescovato ha raggiunto Carezzano, dove al bivio per Castellania, città natale di Coppi, era posto il primo Gran Premio della Montagna della giornata. Lo conquista Fabio Negri della De Rosa Stac Plastic davanti a Stefano Pirazzi della Colnago CSF Inox e a Yukiya Arashiro della BBox Bouygues Telecom. Quest’ultimo sulle stesse strade sarà protagonista durante la quinta tappa del Giro d’Italia, quando, in fuga con Jerome Pineau e Julien Fouchard, grazie ad un poderoso allungo all’ultimo chilometro di quella tappa impedirà al gruppo di raggiungere i fuggitivi, arrivando, proprio a causa dello sforzo prodotto, solo terzo sul traguardo di Novi Ligure.
Successivamente la gara ritorna attraversando Villalvernia a Novi Ligure, sulle strade di tanti allenamenti del grande Fausto, e a Pasturana si svolge la volata per la conquista del primo traguardo volante della giornata. Se lo aggiudica Riccardo Chiarini della De Rosa Stac Plastic (il 1° agosto Chiarini vincerà il Trofeo Matteotti). Pochi chilometri dopo c’è il secondo traguardo volante, quello di Carrosio, dopo aver toccato Gavi Ligure. Lo conquista l’ex Campione nazionale ucraino Ruslan Pidgornyy della Isd Neri, davanti ad un grande velocista, Alessandro Petacchi, in gara per rifinire la preparazione al Giro d’Italia. Subito dopo, passati a Voltaggio, inizia la salita della Castagnola, che sarà percorsa anche successivamente, dopo la Bocchetta. In questa prima occasione si danno battaglia i rappresentanti della squadre Pro Tour in gara, la Lampre Farnese Vini e la Liquigas Doimo. Sul Passo transitano due uomini “Lampre”, Vitaliy Buts e Adriano Malori (Campione italiano a cronometro Under23 alla nostra settimana tricolore e Campione del mondo l’anno successivo nella stessa specialità), davanti al talentuoso Peter Sagan, rivelazione della Parigi Nizza e che pochi giorni dopo il Giro dell’Appennino andrà a conquistare la prima tappa al Giro di Romandia, indossando per due giorni la maglia di leader.
Dopo Busalla e Casella c’è il terzo Gran Premio della Montagna, il Passo della Crocetta d’Orero, posto poco oltre la metà gara. I possibili vincitori cominciano a mettersi in mostra. Il primo infatti sulla Crocetta è Domenico Pozzovivo, davanti al compagno di squadra Stefano Pirazzi e al polacco del Team Miche Przemyslaw Niemec, alla settima partecipazione consecutiva e già terzo nel 2005. La corsa scende verso Genova, entra in Valpolcevera a Bolzaneto e prosegue verso Sampierdarena, dove, per la prima volta nella sua storia, svolta verso Sestri Ponente, ove è posto un altro traguardo volante, all’altezza di Largo Fausto Coppi, nei pressi dell’abitazione ove visse con la moglie Bruna Ciampolini dopo il ’45, e dove è nata la figlia Marina nel 1947. Se lo aggiudica ancora Ruslan Pidgornyy. Il gruppo è ancora numeroso ma è spezzettato. Sulla inedita salita di Borzoli si susseguono tentativi di staccare gli avversari, con un bel forcing di Peter Sagan che permette ad un gruppetto di avvantaggiarsi rispetto agli altri trenta in fuga. Tra essi Pasquale Muto e il croato Robert Kiserlovski.
La corsa si decide, come al solito, sulla salita della Bocchetta, affrontata di slancio da Robert Kiserlovski. Il miglior tempo è
di Domenico Pozzovivo, che in ritardo a Campomorone è primo sul passo davanti a Kiserlovski, stabilendo il tempo di 23’11” a 1’17” dal record, ma lungo la salita i corridori hanno trovato vento contrario. Terzo a 38” dai primi Sergio Pardilla Bellon, poi Pasquale Muto, a 1'55" Giovanni Visconti (il Campione Italiano del 2007, titolo conquistato a Genova, e che riconquisterà alla Settimana tricolore 2010), Niemec e Damiano Caruso (il Campione italiano Under 23 del 2008). Addirittura a 2'20" Alessandro Bertolini (il vincitore del 2007 e del 2008), Ochoa, Rodriguez, Hollenstein, Belkov ed un Riccardo Riccò, che aveva i favori del pronostico ma che appare un po' in difficoltà dopo le fatiche del Giro del Trentino.
Il passaggio degli atleti sulle rampe della Bocchetta era stato preceduto da un’impresa eccezionale, portata a termine, tra due ali di folla che gremiva gli aspri tornanti della salita, attendendo il passaggio dei professionisti, da Simone Temperato. Egli ha effettuato l’intera salita su una bicicletta senza la ruota anteriore, rimanendo sugli oltre otto chilometri del tracciato sempre in equilibrio sulla ruota posteriore. Dopo l’arrivo sotto lo striscione del GPM i tifosi hanno atteso i loro beniamini, i primi, come già detto, sono stati i fuggitivi Pozzovivo e Kiserlovski.
I due dopo la Bocchetta proseguono con buon accordo e nonostante dietro gli inseguitori si ricompattino non riusciranno più a raggiungerli. Pozzovivo transita per primo sul secondo passaggio sulla Castagnola e sul passo dei Giovi.
Nel frattempo sul gremitissimo rettilineo d’arrivo a Pontedecimo, il pubblico può ammirare le evoluzioni di Luciano Berruti sul suo biciclo di fine ottocento, le moderne biciclette che il Comune mette a disposizione del pubblico tramite il “Bike Sharing” e viene informato dell’andamento della gara dallo speaker e intrattenuto dagli animatori di Radio 19.
Domenico Pozzovivo sul traguardo deve inchinarsi alla maggiore velocità di Kiserlovski, alla sua prima vittoria da professionista. Già alla quarta partecipazione al Giro dell’Appennino nonostante la giovane età, era giunto al traguardo anche due volte precedenti (57° nel 2008 con l’Adria Mobil e 15° nel 2009 con la Fuji Servetto, ritirandosi solo all’esordio nel 2006). Al successivo Giro d’Italia sarà un valido aiuto per il vincitore Ivan Basso e si classificherà al 10° posto. All’Appennino si classifica terzo il due volte vincitore dell’Appennino Alessandro Bertolini, avvantaggiatosi nel finale sui compagni di fuga. Seguono, nell’ordine, Damiano Caruso, Jackson Rodriguez, Pasquale Muto, Reto Hollestein, Carlos Josè Ochoa, Sergio Pardilla Bellon.
Sono classificati 62 atleti dei 146 partenti. Erano al via 21 squadre, delle quali due Pro-Tour e nove professional. Erano rappresentati atleti di 21 diverse nazionalità di tutti i continenti. Al via, oltre ai campioni già citati, ricordiamo anche Gilberto Simoni, vincitore di due edizioni e detentore del record della Bocchetta, Andrea Noè, Emanuele Sella, Josè Rujano, Fortunato Baliani (all’ottava partecipazione), Salvatore Commesso (due volte campione italiano), Leonardo Giordani (campione del mondo under 23), lo svizzero nato in Belgio della squadra francese Bbox Johann Tschopp, che vincerà la tappa del Tonale del successivo Giro d’Italia.
































